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Etf sotto la lente
Questa settimana Mauro Giangrande, Responsabile Sales & Marketing di X-markets e db x-trackers di Deutsche Bank ci parlerà di ETF sulle materie prime.
La domanda da parte degli investitori nei confronti di strumenti legati all’andamento di materie prime è aumentata in maniera esponenziale negli ultimi 2 anni. Come spiega questo crescente interesse ?
A mio parere la forte crescita d’interesse nei confronti delle materie prime, come forma d’investimento, è una diretta conseguenza sia del forte apprezzamento registrato negli ultimi 5 anni in particolare dal prezzo dell’oro, del petrolio e di alcuni metalli industriali, sia del contestuale incremento del numero di strumenti finanziari che le diverse banche propongono per accedere a questa particolare forma d’investimento. Sino a qualche anno fa infatti l’unico modo per prendere una posizione sulle materie prime consisteva nell’acquisto di strumenti derivati quali futures ed opzioni, per loro natura altamente rischiosi e di difficile comprensibilità.
Gli ETF hanno dato sicuramente un grosso contributo allo sviluppo di questo mercato, ed è per questo motivo che Deutsche Bank propone nell’ambito della sua offerta ben tre diversi prodotti che replicano l’andamento di indici di materie prime.
Cosa hanno in comune i tre ETF proposti da Deutsche Bank sulle materie prime e quali sono invece le principali differenze?
Deutsche Bank offre a coloro che intendono puntare sulle materie prime attraverso l’investimento in ETF ben tre prodotti: il db x-trackers DBLCI-OY Balanced, il db x-trackers DB Commodity Booster DJ-UBSCI EUR e il db x-trackers DB Commodity Booster Light Energy. Questi tre ETF hanno in comune il fatto di non avere una specializzazione settoriale, ma investono in un basket altamente diversificato di materie prime che rappresentano tutte le categorie (Energia, metalli preziosi, materie agricole e Metalli Industriali). Inoltre, poiché l’investimento viene effettuato tramite il ricorso a futures, tutti questi fondi si caratterizzano per impiegare una metodologia molto avanzata di sostituzione dei contratti derivati in scadenza. Metodologia che minimizza il cosiddetto costo di sostituzione e che in gergo tecnico prende il nome di Optimum Yield (OY) o Buster. Un ultimo aspetto che accomuna i tre prodotti è la copertura al rischio di cambio; gli indici che essi replicano sono infatti dotati di un sistema automatico di protezione della valuta che assorbe abbondantemente le fluttuazioni nel tasso di cambio EUR/USD. Le differenze risiedono nel diverso peso che gli indici danno ai vari settori e nella commissione di gestione. A tal proposito invito gli investitori interessati a saperne di più a consultare il nostro sito internet
www.dbetf.it